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Anche Altereco nel Consorzio volontario dei produttori Nero di Troia di Cerignola – Rosso di Cerignola DOC,

Si è costituito ufficialmente il Consorzio volontario dei produttori Nero di Troia di Cerignola-Rosso di Cerignola DOC, un’iniziativa senza precedenti volta a rafforzare l’identità, la tutela e la promozione di una delle espressioni vitivinicole più rappresentative del territorio. A comporre il nuovo Consorzio sono realtà produttive e associative profondamente radicate nel tessuto locale: cooperativa sociale Altereco, Industria Vinicola e Olearia Angarano Srl, Azienda Agricola Le Torri Srl, Cifaldi Mario, la commerciale Contrada Quarto di Mennuni Francesco & C. Sas, Vinicola di Forlano Nunzio, GAL Tavoliere Scarl, l’associazione Il Titolo e la società agricola Manduano Srl. 

Anche la cooperativa sociale Altereco, quindi, ha aderito al Consorzio il cui obiettivo primario è l’ottenimento del riconoscimento ministeriale quale Consorzio di Tutela, passaggio fondamentale per garantire una gestione coordinata della denominazione, oltre che per rafforzare le attività di promozione e valorizzazione della DOC Rosso di Cerignola, espressione autentica del vitigno Nero di Troia. Altereco gestisce a Cerignola i beni confiscati alla mafia di Terra Aut e Michele Cianci. Proprio su quest’ultimo insieme al consorzio Oltre produce il vino “Rosso Libero -Michele Cianci”, dedicato alla giovane vittima della criminalità organizzata, ucciso il 2 dicembre del 1991 a Cerignola per essersi opposto ad un tentativo di rapina ai danni della sua armeria. Dai grappoli raccolti e liberati dalla mafia, già presenti nel terreno al momento della confisca, si vuole ribadire anche attraverso la produzione di “Rosso Libero” che è possibile trasformare un bene confiscato alla mafia in un luogo di legalità, di sviluppo, di lavoro regolare, di antimafia sociale.

Non solo. Sul bene di Terra Aut, in contrada Scarafone, sta prendendo forma una vigna per produrre uva da vino. Attraverso progetti di agricoltura sociale, la cooperativa favorisce l’inserimento lavorativo di persone in situazioni di fragilità, tra cui ex detenuti e migranti sottratti alle maglie del caporalato.