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Casa delle Culture di Bari, conclusa la mostra “Schiavitù e tratta” sulle vite spezzate fra Africa e Americhe

L'esibizione del Gruppo di Capoeira Senzala, contramestre Touro e allievi è stato un dei momenti che ha segnato la conclusione dell'esposizione della mostra “Schiavitù e tratta: vite spezzate tra Africa e Americhe. Una ricostruzione storica”, ospitata in queste settimane negli spazi di Casa delle Culture di Bari. La mostra prende vita grazie ai contributi di ospiti provenienti dell'Africa e dalle Americhe. L'esposizione diventa un "luogo della parola", come direbbe la sociologa afrobrasiliana Djamila Ribeiro, per ascoltare altre voci che la storia ufficiale ha silenziato, per vincere i nostri stereotipi, per lottare, ognuno secondo la propria condizione, contro ogni forma di razzismo.

L’esposizione è stata l'occasione per approfondire vicende che hanno disegnato l’ordine del mondo attuale, i Paesi da cui venivano deportati gli schiavi africani, molti dei quali Paesi di origine dei migranti odierni, e le culture afrodiscendenti germogliate nei Paesi di arrivo. Grazie a un accordo esclusivo, APS Voci della Terra organizza l'esposizione della mostra in diversi luoghi e contesti interessati alla valorizzazione delle culture africane e afrodiscendenti, al superamento di ogni forma di discriminazione, alla costruzione di comunità transculturali. Come nel caso del Centro Polifunzionale “Casa delle Culture” di Bari, finanziato con fondi PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 dall’assessorato alla Giustizia e al Benessere Sociale ed ai Diritti Civili del Comune di Bari e gestito dalla cooperativa Medtraining in ati con San Giovanni di Dio, sito a Bari in via Barisano da Trani (Quartiere San Paolo).

L’esposizione è nata dalla profonda necessità di dare seguito alla storica risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che – su iniziativa della Repubblica del Ghana – ha ufficialmente proclamato la tratta degli schiavi africani come "il più grave crimine contro l’umanità". L’obiettivo della mostra è stato quello di proporre una fruizione dinamica, in cui i temi dell’esposizione prendono voce e presenza, coinvolgendo attivamente persone di origine africana e afrodiscendenti, esperti, attivisti, artisti, al fine di restituire memoria e dignità agli uomini, donne, bambini e bambine che furano catturati e trasportati al di là dell’Oceano Indiano. L'iniziativa è stata curata da Casa delle Culture Città di Bari, Medtraining, Voci Della Terra, Ghana Union Association Puglia e Biblioteca Amilcar Cabral. 
Per informazioni: iscrizioni.casadelleculture@reteoltre.it – 080.6933798 - apsvocidellaterra@gmail.com