Su Terra Aut il 23 luglio torna la "Pastasciutta Antifascista" simbolo di libertà e diritti
Giovedì 23 luglio 2026, alle ore 21:00, presso il bene confiscato Terra Aut (C.da Scarafone km 3 – Cerignola, FG), si terrà la tradizionale Pastasciutta Antifascista. L'evento, nato il 25 luglio 1943 a Campegine per iniziativa della famiglia Cervi — che celebrò la caduta del fascismo offrendo un piatto di pasta a un intero paese —, si rinnova oggi come l’atto di condivisione e democrazia più puro della nostra storia. Mangiare la pastasciutta insieme significa compiere un gesto di comunione contadina, in cui il cibo si fa simbolo di libertà e di uguali diritti per tutti.
L'iniziativa promossa e organizzata dalla Cooperativa sociale Altereco, che ha saputo tessere e mettere insieme un'intensa rete territoriale di collaborazione. L'evento vede infatti la sinergia e il patrocinio del Comune di Cerignola, l'Istituto Alcide Cervi, la Rete delle Pastasciutte Antifasciste, il Consorzio Oltre di Foggia, l'ANPI - Sezione di Cerignola, la CGIL di Foggia, lo SPI CGIL di Foggia, Cittadinanzattiva Puglia, la Pro Loco di Cerignola e Legacoop Puglia. A rendere unica la serata sarà la partecipazione attiva dei volontari, motore instancabile dell'evento, la cui presenza incarna un autentico spirito di alleanza comunitaria, solidarietà e cittadinanza monitorante. Questa ampia rete di partenariato dimostra come il riscatto sociale sia un atto collettivo che nasce dal basso, attraverso il lavoro condiviso e la cura dei beni comuni.
«La forza simbolica di quel piatto di pasta raddoppia così il proprio valore civile. Consumare la pastasciutta su un bene confiscato alla mafia significa trasformare la tavola in un avamposto di resistenza contemporanea contro ogni forma di sopraffazione e caporalato» spiegano da Altereco. Il valore di questo momento collettivo sarà amplificato dall'intervento di Marcello Colopi, autore e regista del monologo teatrale "La dignità. Lettera di Giuseppe Di Vittorio”. Lo spettacolo rievoca lo storico Natale del 1920 a Cerignola, quando Giuseppe Di Vittorio rifiutò i doni del latifondista Pavoncelli. Il monologo dialoga perfettamente con lo spirito della pastasciutta: il rifiuto del paternalismo del potere in nome della dignità e dell'autodeterminazione degli ultimi.
Il sapore del riscatto guiderà l'intero menu della serata, interamente proveniente dai campi sottratti alle mafie e servito grazie all'alleanza dei volontari: Antipasti, Il Primo della Resistenza, Dolce e Frutta di Stagione, Acqua e Vino Rosso Libero. «La Pastasciutta Antifascista a Terra Aut dimostra che la memoria non è una ricorrenza passiva, ma un piatto da condividere, un diritto da difendere e una terra da coltivare liberi dalle mafie. Un'alleanza di volti e storie per ricordare che la vera giustizia sociale non accetta elemosine dal potere, ma si conquista ogni giorno, insieme, a testa alta».
