Amministratori sotto tiro: Puglia terza regione più colpita nel 2024

A Peschici un uomo ha minacciato di morte il sindaco Luigi D’Arenzo e i suoi familiari. Prima ancora il capo area della Impregico, l’azienda che gestisce il servizio di raccolta rifiuti in paese, era stato vittima di una minaccia a mano armata e di un’aggressione fisica. Due soggetti ritenuti responsabili delle intimidazioni sono stati arrestati. A Vieste aggredito fisicamente il padre ottantenne di Giuseppe Nobile, sindaco e presidente della Provincia di Foggia. Lo stesso primo cittadino sarebbe stato minacciato da un parente dell’aggressore. Aggressioni e minacce che sarebbero collegate all’abbattimento di un immobile abusivo. Quelli descritti sono solo alcuni dei 41 casi di intimidazione e minaccia nei confronti di amministratori locali censiti in Puglia nel2024 e contenuti nel 15° Rapporto ‘Amministratori sotto tiro’ realizzato da Avviso Pubblico, l’associazione nata con l’intento di collegare ed organizzare gli amministratori pubblici che si impegnano a promuovere sui rispettivi territori la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.

La Puglia, quindi, è la terza regione più colpita nel 2024, in aumento rispetto ai 32 casi registrati nel 2023. Lecce (16 casi) e Foggia (14) raccolgono da sole il 73% delle minacce registrate nella regione lo scorso anno. «Nel nostro territorio – la Puglia – il dato è emblematico: con 41 intimidazioni censite nelle regioni storicamente segnate dalla presenza mafiosa (Sicilia 51, Calabria 43, Campania 41, Puglia 41), confermiamo di essere al centro di un fenomeno che grava pesantemente sui piccoli Comuni, fulcro del tessuto democratico e sociale della nostra Regione», è il commento del Coordinatore regionale per la Puglia di Avviso Pubblico, Pierpaolo d’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo, che nel corso del suo mandato ha subito diverse pesanti intimidazioni e minacce.

 «Ancora più allarmante è l’analisi nazionale che evidenzia come nella Puglia ben il 62 % dei Comuni – oltre la metà – abbia subito almeno un’intimidazione nel corso di questi quindici anni. Province come Bari e Taranto spiccano fra quelle con la più alta incidenza percentuale: una ferita che indebolisce la rappresentanza democratica e crea isolamento tra amministratori e cittadini», aggiunge d’Arienzo, che lancia un appello urgente: «Abbiamo bisogno di misure fondamentali, come rafforzare il Fondo per gli Amministratori sotto tiro, scongiurando tagli e garantendo tempestivi sostegni economici, legali e psicologici a chi sceglie di servire la propria comunità; favorire la denuncia e la visibilità attraverso sani strumenti di comunicazione istituzionale e “scorte mediatiche”, per contrastare l’isolamento e rafforzare la fiducia dei territori nelle istituzioni presenti e trasparenti; promuovere iniziative di educazione alla legalità e cittadinanza attiva, soprattutto tra i giovani, con percorsi scolastici e culturali che insegnino a combattere la subcultura dell’intimidazione».

«Il bilancio del Report “Amministratori sotto tiro” del 2024 ci consegna una Regione divisa tra casi di collusione Mafia-politica e bravi amministratori colpiti anche con una continuità che sfida le forze dell’ordine e l’omertà delle comunità. Fino a dieci anni fa se un Sindaco o un dirigente pubblico era colpito, la comunità reagiva con indignazione anche con atti evidenti, come cortei spontanei o manifestazioni pubbliche in genere. Oggi assistiamo ad una preoccupante rassegnazione, alla paura diffusa», ha aggiunto il Vicepresidente di Avviso Pubblico, Michele Abbaticchio, già sindaco di Bitonto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *