Al di là del valore culturale dei libri presentati, della rassegna “Mondiali immaginari – Serate letterarie per sognatori” resta l’importanza di fare le cose insieme, in un territorio spesso avaro di reali momenti di condivisione e messa in rete. Per questo, bastano le parole di Francesco Berlingieri, titolare della Libreria Velasquez di Foggia, per ribadire il senso della manifestazione che per cinque settimane ha animato gli spazi dello Slow Park: «Un primo brevissimo bilancio lo possiamo già azzardare: “Mondiali immaginari” è stata, per me, uno splendido esempio di collaborazione possibile. Cinque serate di livello, onest. Lo rifacciamo?».
Frutto di una collaborazione con il consorzio di cooperative sociali Oltre, la bottega Centonove/novantasei e Maui Tiki Bar, la kermesse è nata per celebrare la letteratura e il calcio compensando l’assenza della nazionale azzurra ai Mondiali di Calcio in svolgimento in USA-Canada.Messico attraverso il racconto di storie sportive ed evocative. Nel salotto letterario allestito per l’occasione, è passato Corrado De Rosa che ha presentato il libro “Totò Schillaci: Non ero previsto”, che utilizza la figura iconica di Totò Schillaci e la sua esplosione a sorpresa durante i Mondiali di Italia ’90 per raccontare le speranze, le illusioni e le successive disillusioni dell’Italia in quel decennio. Ha moderato il giornalista Antonio Di Donna.
Marco Ciriello, scrittore e giornalista napoletano, ha presentato “Domani nell’area di rigore pensa a me”, una sorta di “Antologia di Spoon River” del calcio – da Pelé a Michels, da Vialli a Jašin, da Galeone a Menotti, da Riva a Cruijff – senza una collina dove dormire, come gli uomini e le donne di Edgar Lee Masters, ma con campi e soprattutto gioco in comune: una fratellanza pallonara. Poi è stata la volta di “Storia delle rivoluzioni immaginarie”, di Graziano Graziani, che ha tratteggiato un campionario di partiti satirici, di movimenti farlocchi, goliardici o meno, che hanno attraversato lo scenario dell’impegno politico con visioni radicali, estreme ed improbabili. Immaginarie, per l’appunto.
Lo stesso Berlingieri è stato protagonista della rassegna con il suo primo romanzo “Tempra d’acciaio il cuore dei miei uomini”, un tributo alla generazione dei cinquantenni tentati dai bilanci esistenziali, dalle fughe nell’altrove, ed inchiodati al presente dall’impossibilità di scacciare i fantasmi che ci viaggiano accanto. Ha concluso, forse, la kermesse letteraria Giuseppe Ranieri con “Breve storia sociale dei mondiali di calcio”, un libro che approfondisce le varie edizioni, tenute insieme da un filo rosso: squadre e giocatori ricordati per il loro impatto politico oltre che per le loro imprese sportive.
di E.M.







